Roberto Parodi

BIOGRAFIA

Roberto Parodi è nato nel 1963 in Alessandria.

Personaggio eclettico e curioso, polistrumentista e appassionato di rock, ha lavorato prima come ingegnere meccanico e successivamente in diverse banche estere, vivendo il mondo della finanza che a volte compare come sfondo nei suoi libri.

Il grande amore per le due ruote inizia a quattordici anni, con un terribile Motograziella 50cc, che per fortuna è presto sostituito da una piccola Harley-Davidson SST-125.

Anni dopo passa ad una Guzzi V7-Special del 1972, ma è con una Harley-Davidson Road King 1340cc del 1998 che inizia a viaggiare sul serio. Tutto inizia un po’ per gioco, come una sfida per dimostrare che anche con una Harley era possibile raggiungere mete ritenute impegnative anche per moto da enduro.

Il primo viaggio è piuttosto sconclusionato: raggiungere Merzouga, in Marocco quando ancora non c’era che una vecchia pista, con i suoi due amici storici (i Threepercenters) per emulare le gesta del film Marrakech Express. Ce la fanno, e si divertono pure.

Rotto il ghiaccio, Parodi nel corso degli anni successivi attraversa varie volte il deserto del Sahara, raggiungendo l’oasi di Ksar Ghilane con una Harley, percorrendo la vecchia pipeline insabbiata. I viaggi diventano sempre più ambiziosi fino alla Transasia, da Milano a New Delhi, che lo porta a perdersi nella zona tribale tra Pakistan e Afghanistan da cui si cava d’impaccio grazie all’accoglienza di una famiglia locale che lo aiuta a riparare la moto del compagno di viaggio, Arrigo Roveda, in panne per un problema elettrico.

I viaggi overland diventano una vera passione e da Milano raggiunge Dakar in Senegal attraversando la Mauritania e il West Sahara. Successivamente attraversa l’Algeria fino a Tamanrasset da cui sale i tremila metri del monte Assekrem sempre con la sua Harley. In un nuovo viaggio raggiunge Timbuctù attraversando gran parte dell’africa occidentale, entrando in Mali, Burkina Faso e Togo. Il suo stile è quello del “raid” e mantiene medie giornaliere molto alte talora effettuando veri e propri record di resistenza.

Nel 2012 compie la Transafrica, da Tunisi a Cape Town, attraversando tutto il continente africano da nord a sud insieme ad Andrea Maestri. Libia, Egitto, Sudan, Etiopia, Kenya, Tanzania, Zambia, Zimbabwe, Botswana, Namibia e Sud Africa, sempre con la sua vecchia Harley.

Negli anni successivi attraversa il deserto dell’Atacama in Cile e Argentina, percorre la strada più alta del mondo in India e Ladakh, raggiunge Capo Nord e molti Elefantentreffen.

Diventa giornalista a metà degli anni duemila e collabora con le maggiori riviste del settore.

Come scrittore ha pubblicato sette libri: Il cuore a due cilindri (TEA Libri, 2007), Scheggia (TEA Libri, 2010), Controsole (TEA Libri, 2011), Chiedi Alla Strada (TEA Libri, 2013), Un Giro Lungo Una Vita (EICMA, 2013), Manuale di Viaggio Per Motociclisti Overland (Mondadori, 2014), La Moto Spiegata a Mio Figlio (TEA Libri, 2015).

Dal 2012 conduce “Born To Ride”, un programma televisivo da lui scritto su viaggi in moto e passione verso lo stile a due ruote, in onda sulle reti Mediaset.

Ha una grandissima passione per la musica ed è front man e chitarrista nei “Peter’s Room”, family band composta dai suoi tre figli e nipoti (Pietro alla batteria, Vittorio chitarra e seconda voce, con il supporto vocale di Benedetta Gori e la figlia Fiammetta Parodi) e Francesco Cella (chitarra solista).

Le sue moto sono:

Harley-Davidson Road King 1340 carburatore (1998) (attualmente in pensione, in Cleba)

BMW R80 Paris-Dakar, (1987)

BMW R100/7, (1977)

Vespa 125 TS, (1977)

Ok, è anche il fratello di Cristina e Benedetta Parodi, nel caso vi fosse venuto il dubbio…

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