Soul food, incontro con Ted Simon

Schermata 2016-04-19 alle 12.57.14

Ogni tanto ci vuole qualcosa che ti spinga a sognare, che ti faccia sentire quella sensazione di leggerezza, coraggio e voglia di partire.

Ho avuto il piacere di intervistare Ted Simon, il grande moto-viaggiatore, che ha compiuto due giri del mondo, uno a 40 anni (nel 1973) e lo stesso, rifatto a sessantanove anni (nel 2001).  Una esperienza incredibile, che lo ha segnato per tutta la vita facendolo diventare uno scrittore oltre che un reporter internazionale.  Un Terzani su due ruote, come ce n’erano tanti negli anni 70, forse anche grazie alle maggiori possibilità economiche delle riviste e dei giornali, che finanziavano le loro imprese.

Ted ha usato due moto bellissime per i suoi viaggi, nel ’73 una Triumph Tiger 500 cc leggera e maneggevole, e nel 2001 una BMW R80 G/S con serbatoio maggiorato. Ted ci dice che  tra le due, ha preferito la Triumph per la maggior maneggevolezzza e la facilità di fare riparazioni.  Io penso che sia anche perchè era più giovane: l’avrei voluto vedere a 70 anni su una motina come quella ad attraversare deserti e altipiani.

Simon mi ha parlato di tantissime cose (l’intervista integrale uscirà a breve) ma mi ha colpito una cosa che sostengo sempre anch’io, quando diceva che sono gli inconvenienti che “fanno” il viaggio. All’inizio ci arrabbiamo, ce la prendiamo con il destino, con noi stessi e con la moto, ma poi quelle esperienze ci arricchiscono e sono quelle che ricordiamo con più piacere e affetto.

– E’ vero, una volta attraversando la Bolivia la moto ha fatto un gran rumore e si è fermata. Non c’era possibilità di aggiustarla, per lo meno lì, in mezzo all’altipiano. L’unica possibilità era un vecchio camion cisterna che mi ha rimorchiato per decine di chilometri su una strada sterrata, con una corda cortissima e pericolosa. Sono stato fermo per tre giorni in un paese sconosciuto, ma quell’esperienza, quella gente, mi ha dato moltissimo. Quei tre giorni non sono stati persi, ma guadagnati ed è stato lì che ho capito che “il viaggio sono i contrattempi”, non il raggiungimento della meta –

Grazie Ted!

Vedete quante cose si imparano da un guasto ad una piccola e vecchia moto?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *